Seconda edizione di Malopasso. A Furore sono disponibile le arrampicate : PizzoCorvo, Vottara e il Fiordo.
E’ uno dei percorsi più spettacolari della Costiera Amalfitana. Deve il suo nome ai numerosi templi dedicati a Minerva, Mitra e Cerere che sorgevano, in epoca romana, lungo il suo percorso. Da Bomerano (Agerola) a Positano passando per Colle Serra e Li Cannati (8km – difficoltà media) Lungo il percorso si passa sotto la "grotta del biscotto" dove, oltre alla particolare conformazione geologica della roccia, è possibile ammirare secolari case rupestri incastrate nella grotta. Superata la località Colle Serra, si apre un incantevole scenario sulle isole “Li Galli”, sulla penisola Sorrentina e Capri sullo sfondo. Si prosegue passando la località LiCannati per raggiungere Nocelle e Montepertuso e per poi scendere a Positano attraverso una lunga scalinata. Continuando si può arrivare fino alla spiaggia grande di Positano.
Da Vigne alla Moressa, per le antiche "Vie piane" Si parte dall'agriturismo "Serafina" e si penetra nella vallata della Praia. la vecchia casa della Barbanera (una sorta di astrologa-meteorologa, vissuta fino agli anni '50) è presto raggiunta. Poco oltre inizia l'abitato di Praiano e la strada, divenuta ormai comoda passeggiata, porta a piazza Moresca e da quì alla rotabile. Tempo di percorrenza: 70'.
Da Amalfi (3 ore – difficoltà bassa).
La valle appare come un lungo canyon su cui incombono alte pareti di roccia.
La parte bassa della valle, nel comune di Amalfi, è denominata Valle dei Mulini a causa dei numerosi antichi mulini che sfruttavano l’acqua del torrente.
La parte interna della Valle è denominata Valle delle Ferriere, chiamata così per la presenza di una antica ferriera.
Superati i ruderi della ferriera si raggiunge la parte più interna della valle con la cascata più spettacolare dell’intera Costiera Amalfitana.
Da punta Sant'Elia (Furore) a Marina di Praia (Praiano). Nelle vicinanze della chiesa di S. Elia si imbocca il sentiero, che porta fra agavi, cespugli e fichi d'India a Pennola passando la località Grottole. Il sentiero da questa località scende giù ripido per il Carritto fino al ponte della Praia.
Dalla chiesa di S. Elia, Furore (40 Minuti) al Fiordo di Furore. Dalla piazza del Carmine, vicino alla chiesa di S. Elia, scende una scalinata, il lungo e antico percorso del contadino-pescatore. Superato il palazzo dei Maccaronari, il percorso diventa meno ripido e più esposto sul mare. Alla fine del percorso una "scalinatella" conduce ad un gruppo di case che costituiscono il cuore del borgo dei pescatori all'interno del Fiordo.
dal Belvedere Fausto Coppi (Agerola) al Fiordo di Furore (2km – difficoltà bassa). Nei pressi del belvedere Fausto Coppi ad Agerola parte una scalinata che scende verso mare fino alla profonda gola denominata Fiordo di Furore, un antico borgo marinaro recentemente restaurato che sembra un presepe.
da S. Lazzaro (Agerola) a Furore (tempo di percorrenza 1 ora). Il sentiero segue le tracce del leggendario generale Abu Tabela. Si parte dalla Punta Scotelo e si attraversa la gola del Vallone di Furore fino a torrente Penise e passando per i resti di una vecchia polveriera, appoggiata sul fianco della rupe. In lontananza, squarci di panorama che mostrano il mare.
Da Bomerano (Agerola) fino a S. Lazzaro (Agerola) passando la valle della Grotta di S. Barbara fino a Furore, attraversando il torrente Schiato e poi risalendo a S. Lazzaro (5km – difficoltà bassa). Dalla piazza di Bomerano si prende la mulattiera per S. Barbara, si passa a valle la grotta omonima e si arriva a Furore; proseguendo lungo la statale si imbocca il sentiero Abu Tabela che porta alla gola del torrente. Il sentiero attraversa il torrente in prossimità di un antico mulino per poi risalire verso S.Lazzaro (Agerola).
Si parte dal Fiordo lungo un sentiero che penetra, dopo un po', in un verde molto fitto e pieno di sorprese. Si incontrano, dopo il borgo dei pescatori e il Mulino-Cartiera, il ponte di adduzione dell'acqua, i mulini di Conca dei Marini e, più in alto, i ruderi di una vecchia cartiera. Qui il sentiero piega a destra e s'inerpica sulla rupe fino a Punta Tavola, piccolo pianoro a picco sul vallone. Poco più in là è la Chiesa di San Michele a Conca dei Marini.
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